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giovedì 22 aprile 2010

AAA cercasi...

BBB) un nuovo lavoro
CCC) una nuova coinquilina (ma va bene anche un ragazzo pulito e simpatico)
DDD) equilibrio e sicurezza.

Direi che per domani può bastare.

lunedì 8 marzo 2010

Un cavallo per il mio regno! (ovvero un'idea vecchia di millenni per risollevare una repubblica)

L'idea mi è venuta così, mentre chiacchieravo con un mio amico.
Conoscete Lisistrata, la commedia di Aristofane?


Secondo voi, una cosa del genere potrebbe salvare l'Italia, considerando la generale mignottocrazia vigente?!?!


venerdì 1 agosto 2008

Incontro

Oggi, sbirciando i blog - piuttosto pochi, in verità - che mi interessano, in una pausa dalle mie sudate carte (più sudate per il caldo che per il mio impegno, lo ammetto), sono arrivata a leggere quello di una ragazza timida e sensibile che scrive libri. Non so come si mettano i link nei post, ma credo che i miei tredici lettori la conoscano tutti, dato che è tramite i loro blogroll che l'ho trovata.

Ho letto qua e là tra i suoi pensieri e sono rimasta colpita da un post che ha scritto circa due anni fa. Ero già rimasta colpita da lei, la sento affine e molte delle sensazioni che descrive...sono anche mie. O lo sono state.
Beh, tutto qui. Avevo cominciato a lasciarle un commento al post...ma poi mi sono resa conto che quanto stavo scrivendo era più diretto a me stessa che a lei. Che lei mi aveva dato il "la" per intonare le mie corde. La ringrazio qui, se mai dovesse leggere queste righe.


Ciao, Daniela.

Anche io sono stata paragonata ad Amélie, anche io sono decisamente a disagio davanti a chi vuole farmi una foto, anche io non so dove mettere le mani, anche io parlo con le persone inclinando la testa da una parte. Anche io bacio così...non soltanto così, ma spesso,molto spesso. E mi piace, baciare piano, in silenzio, chiudendo gli occhi.

Per non so più quanto tempo, quando il mio ragazzo mi baciava, ero tutta in quel bacio. Non capivo niente, non pensavo più a niente, non c'era tempo e non c'era spazio.

Pace.

Quando tornavo ad aprire gli occhi, facevo fatica a riaprirli, a riabituarli alla luce, anche quando era buio. Lui mi guardava sorridendo e, sapendo che ero come intontita dal bacio, mi prendeva in giro dandomi della “fattona” o “drogata”...

Lo ero, in un certo senso. Stavo proprio bene, in quei baci. Non sentivo nient'altro. Erano un posto silenzioso, certi baci. Silenzioso e intimo. Rilassato.



Però, come te, vorrei non perdermi, nei baci. Vorrei riuscire a non aderire sempre a quel momento, come se mi fossi tuffata tra i coralli e non sapessi più uscire dall'acqua, per continuare a guardare i pesci colorati che mi scivolano accanto. Vorrei saper prendere aria.


martedì 29 luglio 2008

I puntini sulle i


Riporto un articolo importante per le femminucce (e per i maschietti dotati di curiosità, sensibilità e intelligenza...e soprattutto di macchina fotografica). Non è che siamo paranoiche, è che ci hanno disegnate così (cioè paranoiche)...




(incipit l'articolo: non so come si mettono i link, quindi accattatevillo!)


«Ma sono veramente così?» Quante volte l'avete detto durante la vacanza rivedendo le foto nella macchina digitale («Cancella, cancella, cancella!») o le stampe appena ritirate dal fotografo? Non siete le sole.


Sono tantissime le donne a cui non piace vedersi in foto. Del resto basta vedere quelle che avete scattato: figli, nipoti, cani, gatti, paesaggi, amici, monumenti... ma quante sono quelle in cui ci siete solamente voi?


Con qualche chilo di troppo, con le occhiaie, con rughe o borse sotto gli occhi che neppure pensavate di avere così vistose: e via col fotoricco. Online sono ormai tanti i siti che per una manciata di soldi promettono di togliere l'effetto occhi rossi, donare una pelle di pesca e senza macchie, denti bianchissimi.


Linda Papadopoulos, una psicologa statunitense che ha lavorato alla trasmissione del Grande Fratello dice: «Noi donne tendiamo a odiare le foto di noi stesse più degli uomini perché siamo incoraggiate a credere di valere per come appariamo(*). La maggior parte di noi si fa problemi di aspetto. Una fotografia è peggio di uno specchio, perché siamo messe a fuoco in un modo diverso. Davanti a uno specchio possiamo allontanarci, spostare i capelli e cambiare posa. Ma in una fotografia non possiamo». Inoltre, sostiene la Papadopoulos, guardando una fotografia si tende a rivivere le stesse sensazioni di quando è stata scattata: «Se non vi stavate divertendo sarà difficile che vi sentiate bene riguardandovi».


David Lewis, psicologo esperto in percezione del corpo, sostiene che si possono distinguere tre tipi di immagine di noi stessi: una reale di come pensiamo di essere, una di come crediamo gli altri ci vedano e infine una ideale, che corrisponde a come vorremmo essere. «Il livello di gradimento delle fotografie che ci ritraggono dipende da quanto si avvicinano all'immagine ideale, non a quella reale. Così quella fatta con la giusta luce e angolazione, che dà un'immagine di noi più vicina all'ideale, sarà anche conservata più facilmente».


Un tempo, molto tempo fa, le persone tendevano a confrontarsi con parenti e vicini, dice ancora Linda Papadopoulos, «ma oggi lo facciamo con chi troviamo sulle riviste o sul grande schermo. Di solito si tratta di persone che, oltre a essere tra le più belle, sono al massimo dello splendore della giovinezza o della salute, oltre a essere curate da stilisti, parrucchieri e truccatori». Ma una buona notizia c'è: «Le fotografie non sono affatto rappresentative di come siamo in realtà. Sono solo la riproduzione di un momento statico. Le persone non sono mai così come in foto e il nostro modo di muoversi influisce. Da molti studi si è visto che dal vivo si ha sempre un aspetto migliore, anche perché riescono a emergere le qualità del carattere».

(exit)


(*): questa è la chiave di tutto! Ragazze, massiccie e incazzate! Ribelliamoci a 'sto modo di vedere e di vederci...che ammetto essere anche mio...Lo so da anni ma ancora non ne vengo fuori: forse se ne esce solo tutte insieme...

Nota: resta comunque da notare il tono consolatorio e ancora una volta "maschilista" dell'articolo. "Donne, non rimaneteci male se non siete belle come altre...in fondo, il vostro carattere viene fuori, nella vita di tutti i giorni..." Bastardi psicologi. Il vero invito doveva essere: fregatevene di far decidere a milioni di uomini impotenti, con la pancetta, spelacchiati, pieni di brufoli e doppio mento che voi dovete essere fighe per poter vivere normalmente. Siete belle più voi che quelle che si sottopongono a truccatori, parruccatori, massaggiatori, allenatori, chirurgatori e trasformatori vari...e siete anche più libere.
Il problema è rendersi conto che sta a noi aprire questa gabbia...il problema è riuscire ad aprire la gabbia, quando intorno tutti spingono la porta per richiuderla. Che se ne rendano conto o meno.

E che nessuna sciacquetta si azzardi ad aggiungere: perché voi valete. Grrrrrrr.

venerdì 2 maggio 2008

Riciclaggio

Niente, non mi viene in mente niente di significativo...e così ho deciso di ripescare una cosa scritta diverso tempo fa.
Si tratta di una piccola lista delle cose che mi rendono felice...

Le cose che mi rendono felice sono…molto semplici...restare sotto il piumone mentre sento il rumore della pioggia, affondare i denti in un quadrotto di cioccolato fondente, giocare a palle di neve, impazzire con la musica e ballare come una sciamannata, abbracciare i miei amici, ridere ridere ridere, fare finta di conoscere una lingua straniera, raccontare storie, aspettare di incontrare qualcuno, ricevere le mail o le lettere delle persone a cui voglio bene, trovarmi in un ambiente silenzioso e ovattato, fare un bagno con tanta schiuma profumata, ricevere un massaggio, ritrovare qualcosa che avevo perso (cose o persone), aprire un regalo, imparare a fare qualcosa di nuovo, ricevere risposta alle mie domande, guardare il fuoco del caminetto, scoprire il titolo di una canzone che mi piace e conosco vagamente, arredare la mia stanza, indossare un vestito che mi fa sentire bella, confrontarmi con le idee altrui, cantare una canzone coi miei amici, far sorridere un bambino, vincere, farmi sorprendere dalla vita, ascoltare..